mercoledì 14 maggio 2014

L'habitat della strega

Una sera qualche tempo fa tutta la famiglia era a cena in un ristorante.
I bambini si erano comportati abbastanza bene, tolte le consuete mani nel piatto del Piccolo Orco e le lamentele di Cappuccetto Rosso.
Ad un certo punto hanno cominciato a brontolare, ad alzarsi, ad alzare la voce, per cui è stata necessaria la fermezza dell'Orco per ristabilire l'ordine.
"Papà? Chi è stata la più brava stasera?"
"Mah, non saprei proprio. Di bravissimo non c'è stato proprio nessuno"
"Ma come no! Io sono stata la più brava di tutti, non mi sono neanche alzata!" protesta l'ultimogenita.
"Eh sì, forse tu saresti stata la più brava se ad un certo punto non avessi lanciato un fusillo nella brocca dell'acqua"
Pollicina ha abbassato la voce. "Papà, ma quella non ero io, era una strega che si è impadronita del mio corpo! Io sono stata bravissima!!!"

mercoledì 16 aprile 2014

Il cervello di Pollicina

Domenica era una bella giornata.
Una giornata perfetta, faceva caldo ma non troppo, cielo sereno con qualche nuvoletta all'orizzonte, parapendii visibili sopra le colline, insomma si stava benissimo e i bambini avevano bisogno di stare un po' all'aperto.
Così Biancaneve e l'Orco hanno pensato di portare i bambini a fare una passeggiata nella campagna intorno al Castello, percorrendo prima un paio di kilometri in auto.
L'uscita di casa è stata un po' tempestosa: chi non voleva mettere i pantaloni, chi non voleva mettere le calze, chi voleva mettere le calze ma solo quelle velate con i pois, chi voleva prendere gli occhiali da sole e chi no, chi voleva la felpa (solo quella di qualcun altro però), chi voleva uscire con un grossissimo peluche in mano, chi voleva prendere la bicicletta, chi il monopattino.
Alla fine tutta la compagnia è partita, ognuno con i suoi pantaloni, la sua felpa, le sue calze e le sue scarpe. Senza peluches, uova di Pasqua e quant'altro.
I bambini in mezzo alla natura stanno bene, si guardano intorno e fanno continue scoperte, imparano i nomi delle piante, studiano fiori e ne raccolgono anche qualcuno, guardano i vari insetti e animali, perché nel percorso incontrano mucche, cavalli, asini e caprette.
Giocano con i pezzi di legno, raccolgono sassi, si rotolano nell'erba, corrono, cantano.
Litigano molto ma molto meno.
Finchè qualcuno non si stanca di camminare.
Pollicina, nella fattispecie.
Qualche volta è capace di scenate drammatiche con urla da macello e lancio di se medesima in mezzo alla strada.
Questa volta però si è molto limitata: ad un certo punto, su un tratto di strada asfaltata vicino ad alcune villette, si è seduta.
Silenziosamente, ma in modo determinato, si è seduta, appoggiando per terra anche il suo mazzolino di fiori rosa.
"Pollicina, non arrivi?"
"Mamma. Sono stanca. Il mio cervello è stanco. Il mio cervello è stufo di camminare, vuole stare seduto"
"Ah ecco. Il tuo cervello vuole stare seduto. Pensi che potrebbe alzarsi per andare a mangiare un gelato?"
"Sì, penso che potrebbe"
Si è alzata, ha ripreso il mazzolino di fiori ed è ripartita.
Poco dopo ha mangiato il suo gelato panna e fragola ed era tutta contenta.
Alla fine la passeggiata è durata 6 kilometri e anche Biancaneve era tutta contenta perché pian piano si avvicina il momento in cui la passeggiata potrà essere a Parigi, o nel Central Park o nel Ladakh o in qualunque posto.





mercoledì 19 marzo 2014

La festa del papà

Oggi era la festa del papà.
L'Orco è andato a prendere a scuola il Piccolo Orco e ad accompagnarlo alla sua seduta settimanale di pratica psicomotoria mentre Biancaneve è andata all'asilo a prendere le bambine, le quali si sono presentate ognuna con un bel lavoretto per il papà.
In auto si parlava dell'amore per il papà.
"Io amo moltissimo il papà, oggi che è la sua festa" comincia Pollicina.
"Anch'io lo amo moltissimo, anche quando non è la sua festa" ribatte Cappuccetto Rosso.
"Io, mamma, lo amo moltissimo oggi, lo amavo moltissimo ieri e lo amo moltissimo anche domani. Lo amo moltissimo sempre. Tu diglielo, che anche quando lui mi sgrida, io lo amo moltissimo sempre"

martedì 18 marzo 2014

Un neologismo molto affettuoso

La scorsa settimana Biancaneve ha portato le bimbe a tagliare i capelli: Cappuccetto Rosso è tornata a casa con una specie di caschetto riccioletto molto simpatico e Pollicina con una bella testina corta corta, che a lei piaceva, ma qualcuno le ha detto che sembra un maschio e da allora va all'asilo con una collanina di legno, "così tutti capiscono che sono una femmina".
"Mamma, ti tagli i capelli anche tu?" diceva nei giorni scorsi a Biancaneve.
Biancaneve stamattina è stata dalla parrucchiera Patrizia, che le ha regalato un taglio di capelli nuovo di zecca (beh, non proprio regalato...).
Un bel taglio primaverile, corto e un po' sbarazzino, allegro, per togliersi dalla testa l'inverno. 
Stasera, tornando a casa dopo il lavoro è stata accolta da una Pollicina festosissima, salterina e sorridente, forse perchè con i suoi capelli corti aveva bisogno di solidarietà:
"Mamma- le ha detto- con questi capelli nuovi sei stuposa!!!"
"Come sono?"
"Stuposa! Un po' stupenda e un po' meravigliosa!"

sabato 8 marzo 2014

Un desiderio di Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso ha una fissa per il suo compleanno, per la festa che vuole fare, dove vuole farla, chi vuole invitare eccetera.
E' una cosa che occupa tanto dei suoi pensieri, anche se il suo compleanno è in agosto.
Stamattina infilandosi la felpa mi ha detto: "Mamma? Hai telefonato al Papa per invitarlo alla mia festa?"
Biancaneve ha fatto la faccia da punto interrogativo.
"Come? "
"Sì, non ti ricordi mamma che te l'avevo detto ieri? Gli hai telefonato?"
"No"- pensa Biancaneve. 
Ma considerando quanto questo Papa sia particolare ed affettuoso, forse avrebbe anche potuto farlo.  

venerdì 28 febbraio 2014

Preadolescenza

Cappuccetto Rosso in questi ultimi giorni sta facendo impazzire tutti, mamma e papà, nonni, maestre, tutti quanti.
Perchè, non è dato sapere.
E' agitata, risponde male, piange per qualsiasi cosa.
Davvero, per cose veramente improbabili, tipo che vuole indossare il vestito di Carnevale per andare a letto, non le piace più il cappotto che ha messo tutti i giorni quest'inverno, vuole portare un DVD all'asilo, vuole uscire con l'ombrello quando non piove e via discorrendo.
Ieri sera, a tavola, si è arrabbiata perchè non c'era quello che lei avrebbe desiderato per cena.
"Io vado via"- ha detto ad un certo punto. "Domani mattina invece di andare all'asilo, prendo il mio zaino e il mio giubbino e vado fuori dal cancello"
"E dove vorresti andare tutta sola per la strada?"
"Voglio andare a casa della Sara, dai genitori della Sara, così..."
"Così?"
"Così...beh, non ho ancora proprio deciso. Domani mattina te lo dico se vado via o no."
Biancaneve pensava che l'adolescenza iniziasse a 12-13 anni.
Forse un po' si sbagliava.

giovedì 30 gennaio 2014

Forse è meglio

E' da qualche settimana che il Piccolo Orco è assalito da brutti pensieri, fa molta fatica ad addormentarsi, vuole la ninna nanna, le coccole, ogni scusa è buona per non addormentarsi.
Biancaneve non si spiega questi pensieri negativi, forse è solo una fase e come è venuta passerà, certo che è un peccato che lui non viva serenamente i suoi sette anni.
Due giorni fa è morto il padre di una delle sue maestre, che è assente da alcuni giorni.
"Mamma, anche oggi la maestra Anna era assente"
"Eh sì, ho saputo che è morto il suo papà, è per quello che manca da scuola"
"Davvero? Allora è per quello, non può mica venire a scuola con gli occhi tutti rossi per il tanto piangere, poverina"
"Magari insieme alla maestra Chiara potreste scriverle un biglietto, cosa ne dici?"
"Sì, ho già un'idea su cosa possiamo scrivere: "Cara maestra Anna, capiamo i tuoi sentimenti, ma purtroppo capiterà a tutti..."
"Beh, certo che capiterà a tutti, ma forse in questo momento sarebbe meglio scriverle qualcos'altro, che le siete vicini, che la abbracciate, non credi?"
"Sì, forse è meglio non ricordarglielo che dobbiamo morire tutti"
Sì, ecco, forse è meglio.