giovedì 4 agosto 2016

Succede

Succede di incontrare per la prima volta le maestre di tua figlia e di pensare "Mah, hanno una certa età, chissà se avranno ancora l'antico entusiasmo" e di doverti accorgere dopo qualche settimana che l'entusiasmo c'è, ma ci sono anche l'accoglienza e l'esperienza.
Succede poi che questa tua figlia di 6 anni si innamori della maestra di matematica e della matematica di conseguenza, che conti i passi, i gradini, i giorni, che conti un po' tutto, che ovunque vada trovi delle operazioni nascoste.
Perchè la maestra in questione è una di quelle maestre speciali, una di quelle che ti fanno amare gessi, lavagne, colori, quaderni e numeri, una di quelle che che fanno della scuola una sorpresa quotidiana e un divertimento e non una noia costante da cui non si vede l'ora di scappare.
Il tempo passa, cambiano alcune maestre ma non quella di matematica, la più cara, la più rassicurante, la più amata, quella a cui rivolgersi quando qualcosa non va.
Succede poi che un giorno d'agosto la maestra muoia.
In un modo inatteso nonostante una malattia vecchia di anni.
E succede che tu sia impreparata perchè proprio non te lo aspettavi, succede che questa cosa ti colpisca in un modo che non avevi previsto.
E adesso ti chiedi come farai a dirlo alla tua bambina.
E ringrazi comunque che possa avere conosciuto una persona così forte e speciale.
Ciao maestra Luisa.


martedì 24 maggio 2016

"Tipo oggi"

A tavola Pollicina siede a fianco di Biancaneve, che stamattina la sente borbottare.
Si volta verso di lei e la vede mentre continua a borbottare a testa bassa.
"Cosa c'è Pollicina, perchè brontoli?"
"$%&?^!"
"Come? Non ho capito, sai?"
"Non me la sento di andare all'asilo" sussurra. 
"Ma dai! Stamattina andate a fare le prove della recita, pensa che bello"
"Forse"
Dopo colazione Biancaneve la trova sdraiata sul divano con un'espressione particolare, come se fosse indecisa tra il piangere e il ridere.
"Mamma"
"Dimmi"
"Sai che ci sono dei giorni, soprattutto quando piove come stamattina, che non sto bene e che non ho voglia di andare all'asilo? Tipo oggi, per esempio"

giovedì 19 maggio 2016

Buon viso a cattivo gioco

Oggi Pollicina avrebbe dovuto andare in gita con la sua classe dell'asilo, accompagnata dalla mamma.
Soltanto che stamattina si è scatenata la furia degli elementi: pioggia torrenziale, vento freddo, cielo grigio che più grigio non si può, e Biancaneve non se l'è sentita di partire in pullman armata di ombrello, cerata, stivali, doppio cambio per sè e per la piccola per andare in un parco preistorico completamente all'aperto insieme a un centinaio di 3-4-5enni scatenati e umidicci accompagnati dalle loro mamme e maestre.
Soprattutto considerando che al parco preistorico ci è stata un paio d'anni fa con tutta la famiglia. E che di preistorico ci sono anche le attrazioni, un po' vecchiotte e poco curate.
Così dalle otto meno dieci ha iniziato a circuire Pollicina allettandola con un ventaglio di possibili attività da fare rigorosamente senza fratelli maggiori; lei un po' piagnucolava, un po' si arrabbiava, un po' pareva indifferente -alla fine, quello che probabilmente le interessava più di tutto, era non andare all'asilo.
Sapete com'è andata a finire?
Una giornata di quelle che a chi non è figlio unico non capitano mai: Biancaneve ha portato Pollicina in una grande cartoleria a scegliere con calma lo zaino e l'astuccio per andare a scuola a settembre, poi ad abbuffarsi di junk food da Mc Donald e poi, una volta tornate al Castello, una mezz'oretta di cartoni (per guardare i cartoni a quell'ora di solito bisogna essere malati!), una seduta di DAS e pitture varie, e a seguire una cioccolata insieme ai fratelli ormai rientrati da scuola.
"Mamma"-ha detto ad un certo punto.
"Avevi ragione, abbiamo fatto bene a non andare alla gita oggi. E' stata una giornata specialissima!!!!"
E Biancaneve ha sorriso pensando a quanto poco durerà ancora questo stato di grazia per cui un figlio preferisce una giornata solo con la mamma ad una gita con i suoi compagni...

martedì 17 maggio 2016

Iniziamo ad accomiatarci

Pollicina fa tanta tanta tantissima fatica a concludere il suo ultimo anno di scuola materna.
E fa fare tanta fatica anche al resto della famiglia, perchè inizia ad essere una via di mezzo tra rissosa e piagnucolosa appena mette giù i piedi dal letto.
Ogni tanto si inventa qualche dolore: alla pancia, al cuore, alla testa, alla mano, dove capita, insomma.
E una volta varcata la porta a vetri dell'asilo va anche peggio: reticenza assoluta, pianti, disperazione nerissima; salvo poi al pomeriggio dire: "In fondo non mi dispiace andare all'asilo, è solo che al mattino non me lo ricordo..."
Oggi pomeriggio la maestra Barbara -forse la preferita di Pollicina- prima che lei uscisse per tornare a casa le ha detto con un sorriso: "Pollicina, come faremo l'anno prossimo senza di te???"
E la furbetta ha detto a Biancaneve: "Mamma. Eh, come faranno? Lasceremo all'asilo una mia fotografia!"

lunedì 9 maggio 2016

Non ci sono più le mezze stagioni

Stamattina c'era un tempo da lupi.
Pioggia, nuvole nere e gonfie, la montagna incombente e scura.
"Mamma, ma che freddo fa!" si lamentavano tutti e tre nel tragitto in auto dal Castello a scuola.
Eh sì, perchè i discorsi sul tempo da fermata dell'autobus o da sala d'attesa del medico ogni tanto compaiono anche nelle famiglie moderne che del tempo non si lamentano mai.
"Sembra autunno" dice il Piccolo Orco.
"Allora tra poco arriva Natale" ribatte Pollicina.
Cappuccetto Rosso, emersa dalla felpa blu con i fiori rosa, sentenzia allora con voce cupa: "Mamma. La primavera è passata al lato oscuro"

giovedì 1 ottobre 2015

Vertigini

Stamattina, ore sette.
Biancaneve va a svegliare i bambini.
Qualcuno apre gli occhi, qualcuno no.
Qualcuno si gira, qualcuno si stira, qualcuno continua a dormire immobile.
"Mamma" sussurra Cappuccetto Rosso "ti voglio talmente tanto bene che certe volte mi gira la testa"
Oddio. Era parecchio tempo che Biancaneve non faceva girare la testa a qualcuno...e di sicuro a nessuno di cosí speciale...

mercoledì 30 settembre 2015

Lacrime

Alla fine delle vacanze il Piccolo Orco ha avuto l'occasione di essere figlio unico per qualche giorno, poiché le sorelline erano a casa dei Nonni Orchi in collina.
Biancaneve e l'Orco hanno cercato di rendere quella settimana speciale: un giorno se lo sono portati al lavoro e poi a Expo, un pomeriggio al cinema, e poi giochi, passeggiate e intrattenimenti vari a lui dedicati. Mamma e papà solo per lui, un evento davvero raro! 
In quei giorni si è svegliato parecchie volte di notte, cosa insolita per lui, che dall'età di sei mesi non si sveglia neanche con le cannonate. 
Una sera mentre il Piccolo Orco faceva la doccia prima di uscire a cena, Biancaneve sentiva dei singhiozzi provenire dal bagno; recatasi da lui, lo ha trovato dolente e piangente senza saperne la ragione.
Dopo un po' si è consolato e la famiglia in versione ridotta è andata a cena in un piccolo ristorante toscano vicino a casa; il Piccolo Orco si è seduto di fianco alla mamma e quando la cameriera ha portato il menu ha iniziato a piangere come un disperato, non riusciva nemmeno a parlare.
"Piccolo Orco, perché piangi? Cosa succede?"
E lui ha dato la risposta più incredibile che ci si potesse immaginare, con la voce rotta dal pianto: "Mi mancaaanooo le soreeelleee...andiamo a prenderle, riportiamole a caaasaaa....non riesco neanche a dormire se non ci sono...."
Quando ci sono gli danno fastidio, le ignora, le sgrida, ma quando non ci sono diventa matto!