sabato 30 agosto 2014

Una nuova esperienza

Qualche settimana fa, una Domenica sera tutta la famiglia è andata ad una sagra estiva in un paese vicino. C'erano dei gonfiabili e le bambine hanno fatto su e giù per un bel po', tanto che alla fine erano tutte sudate nonostante la temperatura non fosse proprio estiva.
Scendendo dall'auto l'Orco nota che Pollicina si gratta la testa come una disperata.
"Sarà perchè è accaldata, aspetta che la controlliamo" dice Biancaneve.
Invece, guardando bene da vicino, si vedono dei piccoli animeletti che zampettano allegramente sulla testa di Pollicina.
"Aaaaarghhh! I pidocchi! Nooooo!" esclama Biancaneve schifata e con un certo disappunto.
Il pragmatico Orco senza farsi prendere dal panico che un attimo prima aveva assalito Biancaneve si è messo responsabilmente a controllare la testa biondina del Piccolo Orco e quella riccia di Cappuccetto Rosso: ovviamente ha trovato animaletti anche lì, dopodiché ha iniziato ha grattarsi lui stesso.
Insomma, non so se è così per tutti, ma il solo sentire la parola pidocchi, di solito fa prudere la testa.
Appena entrati in casa è partita la disinfestazione.
Biancaneve ricordava di avere in casa un campione di un olio spray apposito, recuperato chissà dove parecchio tempo prima, nascosto da qualche parte nell'armadietto dei farmaci, visto che al Castello non è mai servito. I bambini non hanno mai avuto i pidocchi, neanche un bambino, e neanche un pidocchio piccolissimo. Nemmeno Biancaneve ha mai avuto i pidocchi. L'Orco, non si sa, ma i suoi ricordi precedenti all'università non sono per niente affidabili, quindi lui non conta.
Eh sì, Biancaneve non ha mai avuto i pidocchi. Non all'asilo, né alle elementari, né alle medie, né in seguito. Fino a domenica sera, quando passandosi i capelli -per fortuna corti- con il pettine a denti fitti ne ha trovato qualcuno.
E da quel momento, dopo qualche attimo di vero sconforto, è arrivato un esercito armato contro i minuscoli insettini.
"Bambini, tutti nella vasca da bagno! Spogliatevi e buttate i vestiti da questa parte, poi entrate nella vasca da bagno che vediamo di far fuori questi pidocchi!"
Così, armati di santa pazienza, Biancaneve e l'Orco hanno spruzzato con questo prodotto oleoso la testa dei bambini, che si sono trovati in tre in piedi nella vasca da bagno, nudi e con la testa unta e bisunta e l'olio che colava da tutte le parti. Il prodotto andava lasciato in posa venti minuti, in cui si sono lamentati tutti e tre moltissimo, senza sapere che il peggio doveva ancora venire.
Il pettine a denti fitti li ha lasciati sconcertati: il Piccolo Orco urlava come se gli stesero strappando le unghie, Cappuccetto Rosso cercava di farsi coraggio frignolando e Pollicina, forte dei suoi capelli corti, è stata la più stoica di tutti.
E poi è cominciata la disinfestazione di tutto il resto: si sono dovuti cambiare quattro letti con annessi e connessi alle dieci di sera: lenzuola, federe, copriletti, pigiami, bambole di pezza, peluches, magliette, felpe, fodere del divano.
Lavatrici su lavatrici. Uno sfinimento.
Dopo qualche giorno gli odiosi animaletti sono ricomparsi, così al Castello ricci e capricci sono stati sostituiti da belle zazzerette corte e pulite. beh, in verità sono scomparsi i ricci, ma i capricci sono restati...

lunedì 28 luglio 2014

Un invito irripetibile

Venerdì mattina Pollicina ha incontrato davanti al Castello i Nonni Principi che stavano per andare ad un funerale.
"Ciao nonno!" esclama Pollicina.
"Ciao Pollicina"
"Ma come sei elegante! Dove stai andando?" continua lei.
"Sto andando al funerale di uno zio della mamma"
"Ah, davvero? Ma ti ha invitato lui?"

lunedì 30 giugno 2014

La scomparsa di Pollicina

Alcuni giorni fa, un tardo pomeriggio, tutta la famiglia era al Castello, ognuno affaccendato per conto suo. I bambini stavano giocando in cameretta, Biancaneve faceva pulizia nell'armadio, l'Orco era in sala a leggere.
Pioveva e c'era quasi buio.
Ad un certo punto l'Orco si è accorto che Pollicina non era in cameretta.
"Bambini, dov'è Pollicina?"
"Non lo so" risponde uno.
"Stava disegnando qui per terra" dice l'altra.
"Pollicina, Pollicina! Dove sei?"
Nessuno risponde.
Nessuno ha visto Pollicina.
Ad un certo punto Biancaneve e l'Orco si erano quasi preoccupati e si sono messi a cercarla seriamente in tutte le stanze.
"In cameretta non c'è, in bagno nemmeno, in cucina non c'è nessuno, dalla finestra non è caduta. Dove sarà finita?!"
Poi qualcuno ha notato un piedino nascosto dietro la tenda in sala. E una bambina che spuntava fuori, metà sotto il tavolo e l'altra metà sotto la sedia, con la testa vicino alla scatola dei pennarelli, con la guancia appoggiata su un foglio mezzo disegnato e con un pennarello in mano.
Si era addormentata per terra mentre stava facendo un disegno.
E dormiva proprio come un sasso, tanto da non sentire le voci di mamma, papà e fratelli che la chiamavano!
Perchè in questi giorni di festeggiamenti e diplomi all'asilo i bambini piccoli non hanno fatto il pisolino e lei di pomeriggio ha ancora bisogno di dormire.
Con il crepuscolo e la pioggia che conciliavano il sonno, si è messa lì e si è addormentata, come un animaletto, come chi per stare bene, in fondo non ha proprio bisogno di molto...



sabato 31 maggio 2014

Il diploma

Cappuccetto Rosso è una grande all'asilo, a settembre andrà a scuola.
Oggi siamo stati alla festa di fine anno con lo spettacolo canoro e la consegna dei diplomi.
Biancaneve è riuscita a conquistare un posticino su una sedia nascosta dopo essere stata spintonata da un'orda di nonni, sì, perchè per trovare un posto davanti devi essere un lottatore di sumo o avere una falcata da Usain Bolt, oppure fregartene e menare i nonni per poter passare.
Dopo l'introduzione della maestra Lara sono entrati a coppie, tutti vestiti di bianco e rosso, cantando "Papaveri e papere"ed altre canzoni.
I piccoli sono sempre un po' impauriti da tutta quella gente, qualcuno si guarda in giro ma la maggior parte tiene gli occhi bassi e farfuglia qualche mezza parola, mentre i mezzani perlopiù partecipano attivamente.
I grandi invece sono proprio grandi, cantano e ballano sereni, si vede che si divertono, percepiscono che la festa è fatta per loro, che l'anno prossimo saranno sui banchi di scuola.
Biancaneve mentre guardava Cappuccetto Rosso, che con la sua testolina riccia spuntava da tutte le altre teste, la rivedeva piccola piccola, quando insieme alla sua prima amica Rebecca ritirava la medaglia al nido, ancora con il pannolino; e poi il primo anno di scuola materna, quando silenziosa con la sua gonnellina a fiori ci cercava tra il pubblico. L'ha rivista orgogliosissima dei suoi lavoretti, dei suoi mille disegni, e contenta delle sue prime relazioni sociali.
E a Biancaneve veniva da piangere, perchè davvero il tempo passa che quasi non te ne accorgi e se qualche volta non ci sei rischi di perdere qualcosa di importante.
Alla fine tutti i grandi, correndo due a due su un tappeto rosso, si sono avvicinati alle maestre per ricevere il loro diploma, con tanto di tocco di cartone, e la nostra Cappuccetto Rosso era lì, sempre per mano alla sua Rebecca.
L'Orco è sempre una roccia, riesce sempre a trovare un lato comico in queste cose, mentre Biancaneve deve sforzarsi per trattenere un fiume di lacrime.
Ma forse questo è un po' il lavoro delle mamme, no?

mercoledì 14 maggio 2014

L'habitat della strega

Una sera qualche tempo fa tutta la famiglia era a cena in un ristorante.
I bambini si erano comportati abbastanza bene, tolte le consuete mani nel piatto del Piccolo Orco e le lamentele di Cappuccetto Rosso.
Ad un certo punto hanno cominciato a brontolare, ad alzarsi, ad alzare la voce, per cui è stata necessaria la fermezza dell'Orco per ristabilire l'ordine.
"Papà? Chi è stata la più brava stasera?"
"Mah, non saprei proprio. Di bravissimo non c'è stato proprio nessuno"
"Ma come no! Io sono stata la più brava di tutti, non mi sono neanche alzata!" protesta l'ultimogenita.
"Eh sì, forse tu saresti stata la più brava se ad un certo punto non avessi lanciato un fusillo nella brocca dell'acqua"
Pollicina ha abbassato la voce. "Papà, ma quella non ero io, era una strega che si è impadronita del mio corpo! Io sono stata bravissima!!!"

mercoledì 16 aprile 2014

Il cervello di Pollicina

Domenica era una bella giornata.
Una giornata perfetta, faceva caldo ma non troppo, cielo sereno con qualche nuvoletta all'orizzonte, parapendii visibili sopra le colline, insomma si stava benissimo e i bambini avevano bisogno di stare un po' all'aperto.
Così Biancaneve e l'Orco hanno pensato di portare i bambini a fare una passeggiata nella campagna intorno al Castello, percorrendo prima un paio di kilometri in auto.
L'uscita di casa è stata un po' tempestosa: chi non voleva mettere i pantaloni, chi non voleva mettere le calze, chi voleva mettere le calze ma solo quelle velate con i pois, chi voleva prendere gli occhiali da sole e chi no, chi voleva la felpa (solo quella di qualcun altro però), chi voleva uscire con un grossissimo peluche in mano, chi voleva prendere la bicicletta, chi il monopattino.
Alla fine tutta la compagnia è partita, ognuno con i suoi pantaloni, la sua felpa, le sue calze e le sue scarpe. Senza peluches, uova di Pasqua e quant'altro.
I bambini in mezzo alla natura stanno bene, si guardano intorno e fanno continue scoperte, imparano i nomi delle piante, studiano fiori e ne raccolgono anche qualcuno, guardano i vari insetti e animali, perché nel percorso incontrano mucche, cavalli, asini e caprette.
Giocano con i pezzi di legno, raccolgono sassi, si rotolano nell'erba, corrono, cantano.
Litigano molto ma molto meno.
Finchè qualcuno non si stanca di camminare.
Pollicina, nella fattispecie.
Qualche volta è capace di scenate drammatiche con urla da macello e lancio di se medesima in mezzo alla strada.
Questa volta però si è molto limitata: ad un certo punto, su un tratto di strada asfaltata vicino ad alcune villette, si è seduta.
Silenziosamente, ma in modo determinato, si è seduta, appoggiando per terra anche il suo mazzolino di fiori rosa.
"Pollicina, non arrivi?"
"Mamma. Sono stanca. Il mio cervello è stanco. Il mio cervello è stufo di camminare, vuole stare seduto"
"Ah ecco. Il tuo cervello vuole stare seduto. Pensi che potrebbe alzarsi per andare a mangiare un gelato?"
"Sì, penso che potrebbe"
Si è alzata, ha ripreso il mazzolino di fiori ed è ripartita.
Poco dopo ha mangiato il suo gelato panna e fragola ed era tutta contenta.
Alla fine la passeggiata è durata 6 kilometri e anche Biancaneve era tutta contenta perché pian piano si avvicina il momento in cui la passeggiata potrà essere a Parigi, o nel Central Park o nel Ladakh o in qualunque posto.





mercoledì 19 marzo 2014

La festa del papà

Oggi era la festa del papà.
L'Orco è andato a prendere a scuola il Piccolo Orco e ad accompagnarlo alla sua seduta settimanale di pratica psicomotoria mentre Biancaneve è andata all'asilo a prendere le bambine, le quali si sono presentate ognuna con un bel lavoretto per il papà.
In auto si parlava dell'amore per il papà.
"Io amo moltissimo il papà, oggi che è la sua festa" comincia Pollicina.
"Anch'io lo amo moltissimo, anche quando non è la sua festa" ribatte Cappuccetto Rosso.
"Io, mamma, lo amo moltissimo oggi, lo amavo moltissimo ieri e lo amo moltissimo anche domani. Lo amo moltissimo sempre. Tu diglielo, che anche quando lui mi sgrida, io lo amo moltissimo sempre"