Venerdì è stato l'ultimo giorno di asilo per il Piccolo Orco.
Da un mese frequenta la scuola estiva organizzata nel suo stesso asilo, ma in un'aula diversa da quella invernale, un'aula che riunisce i bambini di tutte le classi i cui genitori lavorano anche in estate.
Stamattina entrando è passato davanti alla sua vecchia classe, consapevole che da settembre inizierà una nuova avventura, e Biancaneve ha visto una lacrimuccia.
Al mondo adulto sembra facile, ma forse lasciare l'asilo, un posto accogliente dove si è stati per 3 anni, non è così facile come sembra, soprattutto se c'è qualche timore per la scuola futura.
E' stato l'ultimo giorno di nido anche per Pollicina, che con la maestra Barbara è stata felicissima per un anno intero. Biancaneve e l'Orco hanno varcato il cancelletto e lei si è lanciata come di consueto tra le loro braccia, ma poi si è girata a fare ciao ciao e a dare bacini alla sua maestra, ignara del fatto che non la vedrà più se non occasionalmente.
Barbara era commossa, aveva gli occhi lucidi, come pure Biancaneve.
A settembre Pollicina andrà in un altro nido, un po' più grande, con bambini più grandi, vicino alla scuola materna di Cappuccatto Rosso, perchè iancaneve e l'Orco non possono portare tre bambini in tre posti diversi, e forse nel micronido Pollicina sarebbe un pochino limitata nelle sue esperienze.
Ciononostante è stata dura uscire dal cancelletto venerdì pomeriggio.
Tornando al Castello Biancaneve e l'Orco pensavano alle maestre degli asili nido e delle scuole materne: conoscono dei bimbi e le loro famiglie, passano con loro così tanto tempo da partecipare alle loro gioie e ai loro dolori, si affezionano, danno qualcosa di sè a bambini ancora molto piccoli che crescono e se ne vanno. Li aiutano a diventare grandi.
Ma ogni volta che un bambino se ne va deve essere una piccola sofferenza, è comunque un distacco, soprattutto con qualcuno, perchè c'è sempre un bambino a cui ci si affeziona maggiormente, per chissà quale motivo.
E allora insieme al Piccolo Orco, Biancaneve e l'Orco ringraziano Loretta, Daniela e Francesca per l'affetto, la pazienza e la perseveranza.
E insieme a Pollicina ringraziano Sabrina e Barbara per la serenità e l'amore dati alla piccola, e per la tranquillità data ai genitori nel saperla serena.
Grazie!
domenica 29 luglio 2012
lunedì 23 luglio 2012
Il solitario
Come oramai tutti sanno, il Piccolo Orco è una creatura tendenzialmente solitaria, uno che "se c'è il sole va bene ma se piove è meglio".
In questo periodo si gira un po' tra feste di paese e rimpatriate tra vecchi amici e quindi il suddetto bambino entra in contatto con un po' di persone che non conosce.
E in questi casi tende a chiudersi un po' e a stare nel suo angolino.
Sabato sera tutta la famiglia è andata a mangiare la pizza con dei vecchissimi amici dell'Orco e le loro famiglie: in tutto c'erano sette bambini, ma nessuno sembrava avere attratto la curiosità del Piccolo Orco.
Ieri invece l'Orco ha portato tutti in un agriturismo con dei suoi compagni di università con relative mogli e figlie. Stavolta il Piccolo Orco e Cappuccetto Rosso conoscevano le bambine presenti, e infatti una volta rotto il ghiaccio hanno giocato tutti assieme sui giochi del parco, tra cui un'altalena, uno scivolo e una meravigliosa carrucola che li faceva lanciare per una decina di metri, seduti su un seggiolino.
Con una di queste bimbe il Piccolo Orco sembrava trovarsi bene, ogni tanto li si vedeva seduti a chiacchierare di chissàchecosa, probabilmente cacca e vomito o qualcosa del genere.
Anche lei è una bambina un po' solitaria, una bambina che gioca con gli altri ma che ogni tanto ha bisogno di stare per conto suo.
Stamattina Biancaneve gli ha chiesto come fosse andata il giorno precedente dal suo punto di vista, se si era divertito, cosa gli era piaciuto fare.
"Allora, Piccolo Orco, ti sei trovato meglio con Clara o con Ottavia?"
"Con la carrucola".
Più chiaro di così.
In questo periodo si gira un po' tra feste di paese e rimpatriate tra vecchi amici e quindi il suddetto bambino entra in contatto con un po' di persone che non conosce.
E in questi casi tende a chiudersi un po' e a stare nel suo angolino.
Sabato sera tutta la famiglia è andata a mangiare la pizza con dei vecchissimi amici dell'Orco e le loro famiglie: in tutto c'erano sette bambini, ma nessuno sembrava avere attratto la curiosità del Piccolo Orco.
Ieri invece l'Orco ha portato tutti in un agriturismo con dei suoi compagni di università con relative mogli e figlie. Stavolta il Piccolo Orco e Cappuccetto Rosso conoscevano le bambine presenti, e infatti una volta rotto il ghiaccio hanno giocato tutti assieme sui giochi del parco, tra cui un'altalena, uno scivolo e una meravigliosa carrucola che li faceva lanciare per una decina di metri, seduti su un seggiolino.
Con una di queste bimbe il Piccolo Orco sembrava trovarsi bene, ogni tanto li si vedeva seduti a chiacchierare di chissàchecosa, probabilmente cacca e vomito o qualcosa del genere.
Anche lei è una bambina un po' solitaria, una bambina che gioca con gli altri ma che ogni tanto ha bisogno di stare per conto suo.
Stamattina Biancaneve gli ha chiesto come fosse andata il giorno precedente dal suo punto di vista, se si era divertito, cosa gli era piaciuto fare.
"Allora, Piccolo Orco, ti sei trovato meglio con Clara o con Ottavia?"
"Con la carrucola".
Più chiaro di così.
sabato 14 luglio 2012
Amenità del campeggio
Biancaneve aveva già fatto vacanze in campeggio, due-tre volte, tanti anni fa, in tenda e automobile, quando ancora non sapeva che nel mondo esistesse un Orco.
All'epoca era un po' schizzinosa, così era un po' disturbata dal bagno in comune, ma tutto sommato non era andata male.
Quset'anno Biancaneve e l'Orco hanno affittato un bungalow, tutta un'altra vita rispetto alla tenda, poichè per quanto piccolo contiene dei letti veri, un bagno, una cucina, e con i bambini è perfetto.
Certo, in un campeggio, dove si è così vicini gli uni agli altri, bisogna stare proprio attenti a non dare fastidio ai vicini.
Ma non tutti hanno questa delicatezza.
Il giorno stesso in cui Biancaneve, l'Orco e i bambini hanno preso possesso del loro bungalow, hanno fatto conoscenza con il simpatico bambino del bungalow di fronte, Camillo. Quattro anni a settembre. Lui era in vacanza con una biondissima mamma e con i nonni. E con una meravigliosa cesta di giochi di ogni genere, oggetto del desiderio per il Piccolo Orco e Cappuccetto Rosso.
Fin dalla prima sera il nonno si era avvicinato dicendo che Camillo cercava molto la compagnia di altri bambini perchè essendo figlio unico non aveva compagni di giochi.
Per farla breve Camillo era un pochino invadente, ma proprio un pochino: lo si trovava sulla verandina o addirittura all'interno del bungalow ad ogni piè sospinto, chiamava a gran voce il Piccolo Orco, disturbava il sonno pomeridiano di Cappuccetto Rosso e Pollicina.
All'ora di cena stava sullo sterrato davanti al bungalow del Castello immobile, a scrutare e commentare il pasto preparato in fretta e furia da Biancaneve o dall'Orco.
In spiaggia Biancaneve sperava di averla fatta franca, ma il piccolo rompiscatole li ha raggiunti anche là, e non se ne andava mai. La mamma e il nonno facevano dei deboli tentativi di richiamarlo all'ordine, ma veramente poco incisivi.
Insomma, non un bambino. Uno stalker.
L'anno prossimo il Castello farà apposita richiesta per vicini selezionati!
All'epoca era un po' schizzinosa, così era un po' disturbata dal bagno in comune, ma tutto sommato non era andata male.
Quset'anno Biancaneve e l'Orco hanno affittato un bungalow, tutta un'altra vita rispetto alla tenda, poichè per quanto piccolo contiene dei letti veri, un bagno, una cucina, e con i bambini è perfetto.
Certo, in un campeggio, dove si è così vicini gli uni agli altri, bisogna stare proprio attenti a non dare fastidio ai vicini.
Ma non tutti hanno questa delicatezza.
Il giorno stesso in cui Biancaneve, l'Orco e i bambini hanno preso possesso del loro bungalow, hanno fatto conoscenza con il simpatico bambino del bungalow di fronte, Camillo. Quattro anni a settembre. Lui era in vacanza con una biondissima mamma e con i nonni. E con una meravigliosa cesta di giochi di ogni genere, oggetto del desiderio per il Piccolo Orco e Cappuccetto Rosso.
Fin dalla prima sera il nonno si era avvicinato dicendo che Camillo cercava molto la compagnia di altri bambini perchè essendo figlio unico non aveva compagni di giochi.
Per farla breve Camillo era un pochino invadente, ma proprio un pochino: lo si trovava sulla verandina o addirittura all'interno del bungalow ad ogni piè sospinto, chiamava a gran voce il Piccolo Orco, disturbava il sonno pomeridiano di Cappuccetto Rosso e Pollicina.
All'ora di cena stava sullo sterrato davanti al bungalow del Castello immobile, a scrutare e commentare il pasto preparato in fretta e furia da Biancaneve o dall'Orco.
In spiaggia Biancaneve sperava di averla fatta franca, ma il piccolo rompiscatole li ha raggiunti anche là, e non se ne andava mai. La mamma e il nonno facevano dei deboli tentativi di richiamarlo all'ordine, ma veramente poco incisivi.
Insomma, non un bambino. Uno stalker.
L'anno prossimo il Castello farà apposita richiesta per vicini selezionati!
martedì 10 luglio 2012
Per rilassarsi, ci vuole proprio una settimana al mare
Biancaneve ricorda una vacanza al mare in inverno di qualche anno fa. Era dicembre.
Un regalo che Biancaneve e l'Orco si erano fatti in occasione di un importante traguardo di studio.
Biancaneve rammenta un lungo volo e una settimana pazzesca di relax, chiacchierate, immersioni subacquee, letture sulla spiaggia bianca e il mare più colorato che abbia mai visto.
Una settimana in paradiso, insomma.
La settimana scorsa tutta la famiglia ha preso la solita carrozza e si è trasferita al mare, in un bungalow all'interno di un grande campeggio.
Bello, andare in vacanza. Più bello sarebbe andare in vacanza con una baby sitter.
La prima cosa impegnativa sono i bagagli: una volta Biancaneve e l'Orco viaggiavano leggeri, uno zaino o un trolley a testa bastavano per delle settimane, mentre adesso nel bagagliaio ci devono stare tre trolley e un borsone. E un passeggino. E qualche sacchetto.
Eh sì, perchè oltre al cambio dei vestiti, già piuttosto consistente, ci sono altri articoli che mai si sarebbe pensato -in altri tempi- di portare in vacanza, tipo palette e secchiello, matite colorate, alcune stoviglie di plastica, biberon, oggetti vari per la nanna (l'orso Pilù, la bambola Clara, la Bimba), pannolini di varie misure, farmaci in caso di bisogno.
Poi c'è il viaggio in sè. Quattro ore di viaggio in auto possono risultare faticose, c'è sempre qualcuno che si lamenta, che ha fame, che ha sete, che deve fare pipì, che vuole scendere. Che canta a più non posso un ritornello ripetitivo. Che piange. O peggio ancora, che vomita (nonostante chewingum e pastiglie varie). Quindi l'ideale è il viaggio dopo cena, quando la stanchezza della giornata e il buio hanno la meglio e i bambini si addormentano.
Una volta arrivati bisogna disfare tutti i bagagli cercando di tenerli buoni, sedare la loro necessità di esplorazione a tutti i costi cercando di evitare cose fastidiose o pericolose tipo la bombola del gas, cespugli di rose con le spine, animali di vario genere, prese della corrente inesplorate e chi più ne ha più ne metta.
Fino a quando si decide di andare in spiaggia. E allora son dolori.
Bisogna chiamarli tante volte, ma tante, per mettere la crema e il costume. Solo che mentre metti la crema a uno e il costume ad un altro, il terzo scappa per riprendere la sua attività di giovane marmotta.
Bisogna ricordarsi i giochi da spiaggia, l'acqua, gli accappatoi, i costumi di ricambio, altra crema, gli occhiali, i cappellini, che non serviranno, ma sai già che se ti dimentichi qualcosa è la volta buona che la tal cosa era indispensabile. La macchina fotografica e un libro per mamma e papà (ah ah ah, il libro, che ridere!).
Giunti in spiaggia, Cappuccetto Rosso lascia le ciabatte vicino all'ombrellone e si tuffa nel mare, dove rimarrà fino all'ora di rientrare al bungalow. Il Piccolo Orco scava profondissime buche e fa castelli di sabbia. Pollicina invece va in giro: si alza, si siede, prende l'innaffiatoio rosso e trotterella per tutta la spiaggia senza sosta. Si rialza e si risiede, e riparte. Per un paio d'ore. Ogni tanto fa capire di voler fare il bagno, ma poi esce dall'acqua e riprende il suo instancabile pellegrinaggio.
A casa doccia per tutti, per diminuire la quantità di sabbia rimasta adesa ai bambini.
Poi bisogna convincere le bambine a fare un pisolino, e da metà pomeriggio ricomincia tutto daccapo, crema, costume, borsa da spiaggia, bagno o inseguimento di Pollicina.
E poi nuovamente doccia. E cena.
Per il dopocena quest'anno il Castello ha sperimentato la "baby dance", quell'attività serale per i bambini in cui tutti i bambini ballano tranne Cappuccetto Rosso e il Piccolo Orco, che, vinti dalla timidezza, se ne stanno sul palco fermi immobili facendo facce strane.
E poi, finalmente, nanna.
Biancaneve e l'Orco a questo punto vorrebbero scambiare due parole sulla veranda, ma non ce la fanno. Crollano addormentati sul letto del bungalow, accompagnati da qualche insetto e da parecchi granelli di sabbia.
Un regalo che Biancaneve e l'Orco si erano fatti in occasione di un importante traguardo di studio.
Biancaneve rammenta un lungo volo e una settimana pazzesca di relax, chiacchierate, immersioni subacquee, letture sulla spiaggia bianca e il mare più colorato che abbia mai visto.
Una settimana in paradiso, insomma.
La settimana scorsa tutta la famiglia ha preso la solita carrozza e si è trasferita al mare, in un bungalow all'interno di un grande campeggio.
Bello, andare in vacanza. Più bello sarebbe andare in vacanza con una baby sitter.
La prima cosa impegnativa sono i bagagli: una volta Biancaneve e l'Orco viaggiavano leggeri, uno zaino o un trolley a testa bastavano per delle settimane, mentre adesso nel bagagliaio ci devono stare tre trolley e un borsone. E un passeggino. E qualche sacchetto.
Eh sì, perchè oltre al cambio dei vestiti, già piuttosto consistente, ci sono altri articoli che mai si sarebbe pensato -in altri tempi- di portare in vacanza, tipo palette e secchiello, matite colorate, alcune stoviglie di plastica, biberon, oggetti vari per la nanna (l'orso Pilù, la bambola Clara, la Bimba), pannolini di varie misure, farmaci in caso di bisogno.
Poi c'è il viaggio in sè. Quattro ore di viaggio in auto possono risultare faticose, c'è sempre qualcuno che si lamenta, che ha fame, che ha sete, che deve fare pipì, che vuole scendere. Che canta a più non posso un ritornello ripetitivo. Che piange. O peggio ancora, che vomita (nonostante chewingum e pastiglie varie). Quindi l'ideale è il viaggio dopo cena, quando la stanchezza della giornata e il buio hanno la meglio e i bambini si addormentano.
Una volta arrivati bisogna disfare tutti i bagagli cercando di tenerli buoni, sedare la loro necessità di esplorazione a tutti i costi cercando di evitare cose fastidiose o pericolose tipo la bombola del gas, cespugli di rose con le spine, animali di vario genere, prese della corrente inesplorate e chi più ne ha più ne metta.
Fino a quando si decide di andare in spiaggia. E allora son dolori.
Bisogna chiamarli tante volte, ma tante, per mettere la crema e il costume. Solo che mentre metti la crema a uno e il costume ad un altro, il terzo scappa per riprendere la sua attività di giovane marmotta.
Bisogna ricordarsi i giochi da spiaggia, l'acqua, gli accappatoi, i costumi di ricambio, altra crema, gli occhiali, i cappellini, che non serviranno, ma sai già che se ti dimentichi qualcosa è la volta buona che la tal cosa era indispensabile. La macchina fotografica e un libro per mamma e papà (ah ah ah, il libro, che ridere!).
Giunti in spiaggia, Cappuccetto Rosso lascia le ciabatte vicino all'ombrellone e si tuffa nel mare, dove rimarrà fino all'ora di rientrare al bungalow. Il Piccolo Orco scava profondissime buche e fa castelli di sabbia. Pollicina invece va in giro: si alza, si siede, prende l'innaffiatoio rosso e trotterella per tutta la spiaggia senza sosta. Si rialza e si risiede, e riparte. Per un paio d'ore. Ogni tanto fa capire di voler fare il bagno, ma poi esce dall'acqua e riprende il suo instancabile pellegrinaggio.
A casa doccia per tutti, per diminuire la quantità di sabbia rimasta adesa ai bambini.
Poi bisogna convincere le bambine a fare un pisolino, e da metà pomeriggio ricomincia tutto daccapo, crema, costume, borsa da spiaggia, bagno o inseguimento di Pollicina.
E poi nuovamente doccia. E cena.
Per il dopocena quest'anno il Castello ha sperimentato la "baby dance", quell'attività serale per i bambini in cui tutti i bambini ballano tranne Cappuccetto Rosso e il Piccolo Orco, che, vinti dalla timidezza, se ne stanno sul palco fermi immobili facendo facce strane.
E poi, finalmente, nanna.
Biancaneve e l'Orco a questo punto vorrebbero scambiare due parole sulla veranda, ma non ce la fanno. Crollano addormentati sul letto del bungalow, accompagnati da qualche insetto e da parecchi granelli di sabbia.
mercoledì 27 giugno 2012
Il Coccodrillo
Il Piccolo Orco soffre di enuresi, ma di giorno si comporta bene, per lo meno dal punto di vista pipì.
Ieri è uscito dall'asilo con un paio di pantaloni diversi da quelli con cui era uscito al mattino, così Biancaneve e l'Orco gli hanno chiesto che cosa fosse successo.
"Ho fatto la pipì in piedi, ma ho sbagliato qualcosa e il pisellino -che è un po' corto- ha bagnato tutti i pantaloni"
L'Orco gli ha risposto: "Allora forse è meglio fare la pipì seduto anche all'asilo, come fai a casa, in attesa che il pisellino diventi un po' più grande"
"Sgrunt, grr, mmm. Ma papà, il tuo pisellino è grande come un coccodrillo! Allora devo aspettare un sacco di tempo! "
Biancaneve non sospettava di avere a che fare con un coccodrillo e scommette che nemmeno l'Orco lo sospettasse.
Ieri è uscito dall'asilo con un paio di pantaloni diversi da quelli con cui era uscito al mattino, così Biancaneve e l'Orco gli hanno chiesto che cosa fosse successo.
"Ho fatto la pipì in piedi, ma ho sbagliato qualcosa e il pisellino -che è un po' corto- ha bagnato tutti i pantaloni"
L'Orco gli ha risposto: "Allora forse è meglio fare la pipì seduto anche all'asilo, come fai a casa, in attesa che il pisellino diventi un po' più grande"
"Sgrunt, grr, mmm. Ma papà, il tuo pisellino è grande come un coccodrillo! Allora devo aspettare un sacco di tempo! "
Biancaneve non sospettava di avere a che fare con un coccodrillo e scommette che nemmeno l'Orco lo sospettasse.
sabato 23 giugno 2012
Ancora notti bianche al Castello
Bianceneve vorrebbe partecipare una volta alle notti bianche che vengono organizzate nelle città, quando i negozi restano aperti e c'è una serie di iniziative per tutti i gusti.
Invece le notti bianche al Castello sono perfettamente organizzate dai bambini.
Ieri sera, per esempio.
- ore 21.30 circa: i bambini vanno a letto, Pollicina non sta molto bene
- ore 22.30 circa: anche Biancaneve va a letto dopo un tentativo -fallito- da parte dell'Orco di farla appassionare alla partita Germania-Grecia
- ore 0.45: primo urlo di Pollicina, che squarcia il silenzio di tutto il caseggiato; Biancaneve si alza e nel buio raggiunge la cameretta per fare una carezza a Pollicina e darle il ciuccio
- ore 1.30: secondo urlo disperato di Pollicina con annesso pianto, placatosi con la seconda somministrazione di carezze e ciuccio da parte di Biancaneve
- ore 2: terzo urlo, sempre con pianto disperato; quando Biancaneve è tornata nel letto, dopo essersi procurata un trauma cranico per avere sbattuto la testa contro l'armadio è stata assalita da brutti pensieri e non è più riuscita a prendere sono fino all'urlo successivo
- ore 3.20: quarto pianto con richiesta di acqua; Biancaneve attonita e barcollante arriva in cucina, stavolta accendendo la luce nel corridoio, a prendere il biberon incautamente dimenticato la sera prima
- ore 3.25: mentre Pollicina tracanna il suo biberon di acqua e Biancaneve è tentata di darle tutt'altro genere di carezze, Cappuccetto Rosso si sveglia e con la delicatezza che le è propria piagnucola con un tono di non si sa quanti decibel perchè vuole essere coperta. Non con il lenzuolo, come tutti in queste nottate calde, lei vuole la coperta di pile, e la vuole fin sopra la testa.
- ore 3.28: Biancaneve spegne la luce del corridoio e si appresta a tornare nel suo talamo nuziale, quando Cappuccetto Rosso piange e strepita perchè crede che quel buio improvviso sia dovuto alla chiusura della porta della cameretta e non alla notte fonda. A quel punto Biancaneve perde veramente la pazienza e gliene dice quattro. L'Orco si alza e in orchese le intima di dormire.
- ore 5: Biancaneve riposa accaldata nel suo letto da circa un'ora quando sente pat pat sulla spalla e una voce che le dice: "Mamma, ho fatto un brutto sogno". E' il Piccolo Orco. Si fa più in là per farlo salire nel letto, lui si accoccola sullo stesso cuscino e la abbraccia. Con il caldo tropicale della notte scorsa Biancaneve si sentiva come una fetta di salame in un panino rimasto chiuso per ore in macchina. Tutti e tre umidi e sudaticci, in qualche modo dopo un po' hanno ripreso sonno.
- ore 6.30: arriva l'abitudinaria Cappuccetto Rosso, che non può che svegliarsi a quell'ora anche dopo una notte del genere. Anche lei sale sul letto, a fianco del fratellino. In tre su un cuscino, che però è migrato dalla parte dell'Orco, tanto che per poco non cade dal letto. Freschi e refrigerati.
- ore 7: Biancaneve decide di porre termine a questo supplizio e si alza, seguita dalla filgliolanza.
-ore 7.03: Biancaneve scopre che il Piccolo Orco ha fatto pipì nel lettone, così tanta da essere fuoriuscita dal pannolino e avere bagnato il lenzuolo sopra, il lenzuolo sotto, il materasso e il pigiama della mamma.
Biancaneve spera che la prossima notte bianca sia quantomeno più divertente.
Invece le notti bianche al Castello sono perfettamente organizzate dai bambini.
Ieri sera, per esempio.
- ore 21.30 circa: i bambini vanno a letto, Pollicina non sta molto bene
- ore 22.30 circa: anche Biancaneve va a letto dopo un tentativo -fallito- da parte dell'Orco di farla appassionare alla partita Germania-Grecia
- ore 0.45: primo urlo di Pollicina, che squarcia il silenzio di tutto il caseggiato; Biancaneve si alza e nel buio raggiunge la cameretta per fare una carezza a Pollicina e darle il ciuccio
- ore 1.30: secondo urlo disperato di Pollicina con annesso pianto, placatosi con la seconda somministrazione di carezze e ciuccio da parte di Biancaneve
- ore 2: terzo urlo, sempre con pianto disperato; quando Biancaneve è tornata nel letto, dopo essersi procurata un trauma cranico per avere sbattuto la testa contro l'armadio è stata assalita da brutti pensieri e non è più riuscita a prendere sono fino all'urlo successivo
- ore 3.20: quarto pianto con richiesta di acqua; Biancaneve attonita e barcollante arriva in cucina, stavolta accendendo la luce nel corridoio, a prendere il biberon incautamente dimenticato la sera prima
- ore 3.25: mentre Pollicina tracanna il suo biberon di acqua e Biancaneve è tentata di darle tutt'altro genere di carezze, Cappuccetto Rosso si sveglia e con la delicatezza che le è propria piagnucola con un tono di non si sa quanti decibel perchè vuole essere coperta. Non con il lenzuolo, come tutti in queste nottate calde, lei vuole la coperta di pile, e la vuole fin sopra la testa.
- ore 3.28: Biancaneve spegne la luce del corridoio e si appresta a tornare nel suo talamo nuziale, quando Cappuccetto Rosso piange e strepita perchè crede che quel buio improvviso sia dovuto alla chiusura della porta della cameretta e non alla notte fonda. A quel punto Biancaneve perde veramente la pazienza e gliene dice quattro. L'Orco si alza e in orchese le intima di dormire.
- ore 5: Biancaneve riposa accaldata nel suo letto da circa un'ora quando sente pat pat sulla spalla e una voce che le dice: "Mamma, ho fatto un brutto sogno". E' il Piccolo Orco. Si fa più in là per farlo salire nel letto, lui si accoccola sullo stesso cuscino e la abbraccia. Con il caldo tropicale della notte scorsa Biancaneve si sentiva come una fetta di salame in un panino rimasto chiuso per ore in macchina. Tutti e tre umidi e sudaticci, in qualche modo dopo un po' hanno ripreso sonno.
- ore 6.30: arriva l'abitudinaria Cappuccetto Rosso, che non può che svegliarsi a quell'ora anche dopo una notte del genere. Anche lei sale sul letto, a fianco del fratellino. In tre su un cuscino, che però è migrato dalla parte dell'Orco, tanto che per poco non cade dal letto. Freschi e refrigerati.
- ore 7: Biancaneve decide di porre termine a questo supplizio e si alza, seguita dalla filgliolanza.
-ore 7.03: Biancaneve scopre che il Piccolo Orco ha fatto pipì nel lettone, così tanta da essere fuoriuscita dal pannolino e avere bagnato il lenzuolo sopra, il lenzuolo sotto, il materasso e il pigiama della mamma.
Biancaneve spera che la prossima notte bianca sia quantomeno più divertente.
giovedì 21 giugno 2012
Sempre le stesse cose!!!
Biancaneve ricorda quando la sua mamma le diceva: "Insomma, devo ripeterti sempre le stesse cose!"
Da quando il Castello è popolato da creature minorenni, lei stessa si è ritrovata a dire la stessa frase decine -no, centinaia di volte.
Eh sì, perchè alla fine si inciampa sempre sullo stesso gradino, che magari non è lo stesso per tutti... quindi "le stesse cose" variano a seconda del personaggio in questione.
Adesso ve le racconto.
Al Piccolo Orco, il maggiore fruitore della frase in questione:
- dai, su, mettiti le scarpe che è ora di andare
- raccogli i pezzettini di lego per terra, se no si inciampa, e se li lasci in giro le tue sorelle te li fanno sparire
- impara ad avere cura delle tue cose!
- quando ti lavi i denti, sciacquati sul lavandino invece di fare la cascata del Niagara sullo specchio, grrrr!
- non mangiare con le mani (ma questa è una tentazione troppo forte, e lui proprio non ce la fa)
- metti via il gioco che hai usato prima di prenderne un altro
- non dare botte a Cappuccetto Rosso
- se quando siamo in un posto a giocare, giunta l'ora di andare a casa tu non facessi queste scene turche, andremmo a giocare fuori molto più spesso
- non arrabbiarti così tanto quando non riesci a fare una cosa, nessuno è nato sapendo già scrivere o andare in bicicletta
-non fare versacci!!!!
A Cappuccetto Rosso:
- smettila di piangere per niente
- non mettere le mani sullo schermo della televisione
- non chiedermi più di vedere i cartoni, me l'avrai già chiesto venti volte, quando è ora ti chiamo io!
- a sgridare Pollicina ci pensano la mamma e il papà
- vai a letto che sei morta di sonno...
- quando ti accorgi che ti scappa la pipì, vai subito a farla invece di bagnare le mutande
- non togliere le scarpine ortopediche
- invece di portare via il libro che ha in mano pollicina, prendine un altro
- scendi dall'altalena che questa bimba aspetta da tre quarti d'ora
A Pollicina:
- non rovesciare l'acqua per terra
- se tu stessi ferma, ci metteremmo solo un minuto a cambiare il pannolino, così invece ci mettiamo mezz'ora
- non fare i dispetti a Cappuccetto Rosso, dai!
- non tirare fuori tutte le calze del Piccolo Orco dal cassetto
- non salire sul tavolo
Ecco. E sicuramente a Biancaneve è sfuggito qualcosa.
E ai vostri bambini che cosa bisogna ripetere?
Da quando il Castello è popolato da creature minorenni, lei stessa si è ritrovata a dire la stessa frase decine -no, centinaia di volte.
Eh sì, perchè alla fine si inciampa sempre sullo stesso gradino, che magari non è lo stesso per tutti... quindi "le stesse cose" variano a seconda del personaggio in questione.
Adesso ve le racconto.
Al Piccolo Orco, il maggiore fruitore della frase in questione:
- dai, su, mettiti le scarpe che è ora di andare
- raccogli i pezzettini di lego per terra, se no si inciampa, e se li lasci in giro le tue sorelle te li fanno sparire
- impara ad avere cura delle tue cose!
- quando ti lavi i denti, sciacquati sul lavandino invece di fare la cascata del Niagara sullo specchio, grrrr!
- non mangiare con le mani (ma questa è una tentazione troppo forte, e lui proprio non ce la fa)
- metti via il gioco che hai usato prima di prenderne un altro
- non dare botte a Cappuccetto Rosso
- se quando siamo in un posto a giocare, giunta l'ora di andare a casa tu non facessi queste scene turche, andremmo a giocare fuori molto più spesso
- non arrabbiarti così tanto quando non riesci a fare una cosa, nessuno è nato sapendo già scrivere o andare in bicicletta
-non fare versacci!!!!
A Cappuccetto Rosso:
- smettila di piangere per niente
- non mettere le mani sullo schermo della televisione
- non chiedermi più di vedere i cartoni, me l'avrai già chiesto venti volte, quando è ora ti chiamo io!
- a sgridare Pollicina ci pensano la mamma e il papà
- vai a letto che sei morta di sonno...
- quando ti accorgi che ti scappa la pipì, vai subito a farla invece di bagnare le mutande
- non togliere le scarpine ortopediche
- invece di portare via il libro che ha in mano pollicina, prendine un altro
- scendi dall'altalena che questa bimba aspetta da tre quarti d'ora
A Pollicina:
- non rovesciare l'acqua per terra
- se tu stessi ferma, ci metteremmo solo un minuto a cambiare il pannolino, così invece ci mettiamo mezz'ora
- non fare i dispetti a Cappuccetto Rosso, dai!
- non tirare fuori tutte le calze del Piccolo Orco dal cassetto
- non salire sul tavolo
Ecco. E sicuramente a Biancaneve è sfuggito qualcosa.
E ai vostri bambini che cosa bisogna ripetere?
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