I nonni Orchi e i nonni Principi spesso parlano tra loro in dialetto.
Un dialetto lombardo, tutti e quattro i nonni, uno un po' più melodioso e uno molto marcato, di quelli delle valli.
Per di più la nonna Orchessa parla tanto, ma proprio tanto, ed ha un tono di voce bello alto.
Pollicina qualche tempo fa le ha detto: "Nonna, ma perchè parli in inglese?"
Da qualche giorno le è partito questo trip dell'inglese, e stamattina si è piazzata sul letto di Biancaneve dicendo:
"Mamma, come si dice notte in inglese?"
"Si dice night"
"No, non si dice nait, si dice not. La nonna, che parla benissimo inglese, dice not"
"..."
"E come si dice diluvio?"
"Credo che si dica skyfall"
"Scaifol? Ma no, mamma!"
"E come si dice?"
"Si dice diluv"
Praticamente, per parlare inglese, basta togliere due lettere alle parole italiane.
Un po' come per parlare spagnolo basta aggiungere una esse alla fine.
Biancaneve non lo sapeva...
lunedì 21 ottobre 2013
venerdì 4 ottobre 2013
La filastrocca, la frittata e il gormito
Il Piccolo Orco aveva una breve filastrocca da imparare a memoria. Brevissima, davvero.
Tutti in famiglia l'hanno imparata per farla memorizzare a lui, che proprio non ci voleva mettere un po' di impegno.
"Dai, Piccolo Orco, guarda che ti stiamo aiutando tutti! Devi ripeterla un po' di volte, se no non potrai certo ricordartela"
"L'ho già imparata questa filastrocca. E tra l'altro non mi piace neanche un po'. Ecco." risponde lui piccato.
Alla fine l'ha imparata, e la mattina dopo la maestra Chiara l'ha fatta ripetere a tutta la classe.
Alle quattro Biancaneve è andata a prendere il Piccolo Orco all'uscita da scuola:
"Ciao! Come è andata oggi?"
"Tutto bene" risponde lui con un grugnito.
Biancaneve tace.
A casa, dopo qualche ora, sul divano, gli chiede com'è andata con la filastrocca.
"Mmm...così così"
"Ah. Come mai?"
"Non me ne ricordavo una parte"
"Ma come, non te ne ricordavi una parte???? Vedi che bisogna esercitarsi per imparare le cose?"
"Ormai la frittata è fatta" risponde lui.
"Cosa ti ha detto la maestra Chiara?"
"Mi ha detto che sono stato un po' scarso..."
"Ho capito. Senti un po': per avere un gormito nuovo o le carte dei Pokemon
ogni tanto, le frittate non vanno proprio bene. Ci vogliono delle belle uova sode, tagliate a metà e guarnite con la maionese. Chiaro?"
"Sì mamma"
"Allora la prossima volta bisognerà impegnarsi un po' di più. Vieni qua che ti dò un bacio."
Tutti in famiglia l'hanno imparata per farla memorizzare a lui, che proprio non ci voleva mettere un po' di impegno.
"Dai, Piccolo Orco, guarda che ti stiamo aiutando tutti! Devi ripeterla un po' di volte, se no non potrai certo ricordartela"
"L'ho già imparata questa filastrocca. E tra l'altro non mi piace neanche un po'. Ecco." risponde lui piccato.
Alla fine l'ha imparata, e la mattina dopo la maestra Chiara l'ha fatta ripetere a tutta la classe.
Alle quattro Biancaneve è andata a prendere il Piccolo Orco all'uscita da scuola:
"Ciao! Come è andata oggi?"
"Tutto bene" risponde lui con un grugnito.
Biancaneve tace.
A casa, dopo qualche ora, sul divano, gli chiede com'è andata con la filastrocca.
"Mmm...così così"
"Ah. Come mai?"
"Non me ne ricordavo una parte"
"Ma come, non te ne ricordavi una parte???? Vedi che bisogna esercitarsi per imparare le cose?"
"Ormai la frittata è fatta" risponde lui.
"Cosa ti ha detto la maestra Chiara?"
"Mi ha detto che sono stato un po' scarso..."
"Ho capito. Senti un po': per avere un gormito nuovo o le carte dei Pokemon
ogni tanto, le frittate non vanno proprio bene. Ci vogliono delle belle uova sode, tagliate a metà e guarnite con la maionese. Chiaro?"
"Sì mamma"
"Allora la prossima volta bisognerà impegnarsi un po' di più. Vieni qua che ti dò un bacio."
giovedì 5 settembre 2013
Una tortura cinese
Quest'estate gli abitanti del Castello sono stati fortunati, sono riusciti a passare due settimane al mare e poi, in agosto, due settimane in montagna, nella vecchia casetta dei Nonni Principi; al mare sono stati all'inizio di luglio, quando ancora c'era bisogno di riposare dalla scuola, dal lavoro e da tutta la routine quotidiana, per cui la vacanza è stata proprio del tipo relax-non mi muovo se proprio non sono costretto.
Tornati dal mare i bambini grandi hanno frequentato un centro estivo in piscina, e tornavano a casa talmente cotti alle cinque e mezza, che era impossibile organizzare qualcosa di serio.
Per cui, nel bagaglio della montagna, tra felpe, calzoncini, carte da gioco e peluches per la nanna c'erano anche i compiti del Piccolo Orco.
Ovvero, una bomba a mano pronta a scagliarsi su tutta la famiglia.
Sì, perché il Piccolo Orco ne ha fatto una questione di stato, una tragedia, un dramma.
Dopo circa un mese e mezzo dalla fine della scuola, non sapeva più tenere in mano la matita, figuriamoci fare le sottrazioni o scrivere in corsivo!
Allora, ogni giorno, con una pazienza certosina, subito dopo pranzo Biancaneve o l'Orco raccattavano il libro delle vacanze e il figlio maggiore, si sedevano al tavolo e cercavano di fare qualche pagina, all'inizio con enorme fatica.
Lui, il piccolo screanzato, proprio non voleva saperne, e tentava in tutti i modi di svicolare.
"Mi fa male la testa, non trovo la matita, il gomito mi fa contatto con il ginocchio" eccetera.
Alla fine si è rassegnato, ma ha continuato fino all'ultimo a opporre resistenza, e a trovare qualche difficoltà.
Esempio: per completare una frase, doveva scrivere "sciarpa".
Impugna la matita come se fosse un piccone e scrive. "Scarpa"
"No, Piccolo Orco, manca la i"
Allora lui corregge e scrive "sicarpa".
"Hai scritto sicarpa. Credo tu abbia sbagliato qualcosa. Senti bene come si pronuncia: s-c-i-a-r-p-a"
Scrive. "Siarpa".
"Eh, ma allora proprio non ci siamo!"
"No, non ci siamo perché io proprio non vorrei esserci, qua a fare i compiti"
Secondo esempio: ripasso dei mesi e dei giorni della settimana.
"Lunedì, martedì, mercoledì..." -elenca la mamma- "te li ricordi?"
"Sì"
"Qual è il primo giorno della settimana?"
"Dicembre" risponde lui candidamente.
"Non ce la posso fare" pensa Biancaneve, decidendo, che, dopotutto, i giorni della settimana non sono così importanti.
Tornati dal mare i bambini grandi hanno frequentato un centro estivo in piscina, e tornavano a casa talmente cotti alle cinque e mezza, che era impossibile organizzare qualcosa di serio.
Per cui, nel bagaglio della montagna, tra felpe, calzoncini, carte da gioco e peluches per la nanna c'erano anche i compiti del Piccolo Orco.
Ovvero, una bomba a mano pronta a scagliarsi su tutta la famiglia.
Sì, perché il Piccolo Orco ne ha fatto una questione di stato, una tragedia, un dramma.
Dopo circa un mese e mezzo dalla fine della scuola, non sapeva più tenere in mano la matita, figuriamoci fare le sottrazioni o scrivere in corsivo!
Allora, ogni giorno, con una pazienza certosina, subito dopo pranzo Biancaneve o l'Orco raccattavano il libro delle vacanze e il figlio maggiore, si sedevano al tavolo e cercavano di fare qualche pagina, all'inizio con enorme fatica.
Lui, il piccolo screanzato, proprio non voleva saperne, e tentava in tutti i modi di svicolare.
"Mi fa male la testa, non trovo la matita, il gomito mi fa contatto con il ginocchio" eccetera.
Alla fine si è rassegnato, ma ha continuato fino all'ultimo a opporre resistenza, e a trovare qualche difficoltà.
Esempio: per completare una frase, doveva scrivere "sciarpa".
Impugna la matita come se fosse un piccone e scrive. "Scarpa"
"No, Piccolo Orco, manca la i"
Allora lui corregge e scrive "sicarpa".
"Hai scritto sicarpa. Credo tu abbia sbagliato qualcosa. Senti bene come si pronuncia: s-c-i-a-r-p-a"
Scrive. "Siarpa".
"Eh, ma allora proprio non ci siamo!"
"No, non ci siamo perché io proprio non vorrei esserci, qua a fare i compiti"
Secondo esempio: ripasso dei mesi e dei giorni della settimana.
"Lunedì, martedì, mercoledì..." -elenca la mamma- "te li ricordi?"
"Sì"
"Qual è il primo giorno della settimana?"
"Dicembre" risponde lui candidamente.
"Non ce la posso fare" pensa Biancaneve, decidendo, che, dopotutto, i giorni della settimana non sono così importanti.
lunedì 29 luglio 2013
In vacanza
C'erano una volta Biancaneve e l'Orco.
Che si sono conosciuti giovani ma già grandi, e avevano il viaggio come grande passione.
Così hanno preso aerei, navi, treni, jeep, idrovolanti e quant'altro per raggiungere le mete scelte e "approfondirle", carichi di libri e macchine fotografiche.
Da quando sono nati i bambini le vacanze sono invece stanziali, la famiglia si muove in auto e sceglie una meta distante non più di quattro ore, e una volta raggiunta... si butta la patente a mare (o giù da un dirupo) e non ci si sposta più. Di solito un appartamento, o un bungalow, dove si è più indipendenti ma in effetti c'è sempre da lavorare.
Il tutto corredato da bagagli sproporzionati di vario genere.
Quest'anno invece dopo lunghe peripezie Biancaneve e l'Orco hanno scelto un albergo, uno di quelli a misura di bambino in cui la vita con i piccoli è veramente più semplice.
E si sono finalmente rilassati un po'.
La struttura era proprio di fronte alla spiaggia, per cui non sono stati necessari fastidiosi spostamenti in macchina, la spiaggia era lunga e lentamente digradante nel mare, così anche con i bimbi in acqua a portata di occhio si poteva stare sereni. Sulla spiaggia c'era un'area gioco piuttosto ampia e con due animatrici sempre presenti e la giornata iniziava proprio con le animatrici che spalmavano creme solari ai bambini (uno dei veri benefit della vacanza secondo Biancaneve!).
In albergo c'erano un sacco di piccoli accorgimenti per i bambini, ma la cosa davvero utile era il magnifico sacchettino giallo in cui si metteva la biancheria sporca dei bambini, per ritovarsela pulita la mattina successiva.
Quindi, niente lavatrici, letti, pavimenti eccetera.
Anche non dover cucinare nè fare la spesa ha il suo perchè.
Uscire da una camera piena di sabbia e ritrovarsela bella pulita.
Biancaneve non faceva vacanze in albergo da mille anni, ma deve dirsi proprio soddisfatta.
Addirittura è riuscita a leggere tre libri e un fumetto.
E due o tre riviste da spiaggia, di quelle di cui normalmente ci si vergogna...!
Peccato essere già tornati!
Che si sono conosciuti giovani ma già grandi, e avevano il viaggio come grande passione.
Così hanno preso aerei, navi, treni, jeep, idrovolanti e quant'altro per raggiungere le mete scelte e "approfondirle", carichi di libri e macchine fotografiche.
Da quando sono nati i bambini le vacanze sono invece stanziali, la famiglia si muove in auto e sceglie una meta distante non più di quattro ore, e una volta raggiunta... si butta la patente a mare (o giù da un dirupo) e non ci si sposta più. Di solito un appartamento, o un bungalow, dove si è più indipendenti ma in effetti c'è sempre da lavorare.
Il tutto corredato da bagagli sproporzionati di vario genere.
Quest'anno invece dopo lunghe peripezie Biancaneve e l'Orco hanno scelto un albergo, uno di quelli a misura di bambino in cui la vita con i piccoli è veramente più semplice.
E si sono finalmente rilassati un po'.
La struttura era proprio di fronte alla spiaggia, per cui non sono stati necessari fastidiosi spostamenti in macchina, la spiaggia era lunga e lentamente digradante nel mare, così anche con i bimbi in acqua a portata di occhio si poteva stare sereni. Sulla spiaggia c'era un'area gioco piuttosto ampia e con due animatrici sempre presenti e la giornata iniziava proprio con le animatrici che spalmavano creme solari ai bambini (uno dei veri benefit della vacanza secondo Biancaneve!).
In albergo c'erano un sacco di piccoli accorgimenti per i bambini, ma la cosa davvero utile era il magnifico sacchettino giallo in cui si metteva la biancheria sporca dei bambini, per ritovarsela pulita la mattina successiva.
Quindi, niente lavatrici, letti, pavimenti eccetera.
Anche non dover cucinare nè fare la spesa ha il suo perchè.
Uscire da una camera piena di sabbia e ritrovarsela bella pulita.
Biancaneve non faceva vacanze in albergo da mille anni, ma deve dirsi proprio soddisfatta.
Addirittura è riuscita a leggere tre libri e un fumetto.
E due o tre riviste da spiaggia, di quelle di cui normalmente ci si vergogna...!
Peccato essere già tornati!
martedì 25 giugno 2013
In tinta
Biancaneve non è una mamma particolarmente fashion, solo rare volte, per qualche occasione o quando è di un umore strepitoso.
Però di solito mette una cura "basica" nell'abbigliamento, nel senso che sta attenta a non indossare cose che fanno a pugni le une con le altre, come il marito di un'amica che -molto prima di diventare marito- una volta si era presentato con i pantaloni verde bottiglia, la polo verde pisello, il maglione verde acido, le carze verde oliva, perchè "è tutto verde e va sicuramente bene".
Cappuccetto Rosso ha questa smodata passione per le gonne e i vestitini, possibilmente rosa o viola, da mettere in qualsiasi modo, tipo abbinati alle scarpe da ginnastica Nike o ai doposci.
Biancaneve cerca di spiegarle che non basta che una maglietta sia rosa per stare bene su qulsiasi cosa, che per andare a giocare al parco vanno bene le Nike e per andare in piscina ci vogliono le ciabattine di gomma, e che magari è meglio non mettere troppo colori insieme.
Ieri pomeriggio si faceva una passeggiata e Cappuccetto Rosso attirava l'attenzione della mamma sulle scarpe sue e dei suoi fratelli:
"Guarda mamma! Io sono in tinta perchè i miei sandali sono fucsia come la maglietta e Pollicina è in tinta ha sandaletti gialli come la vestina!"
"E il Piccolo Orco? "
"Lui ha i sandali blu e la maglietta blu. Quindi anche lui è intinto!!!"
Però di solito mette una cura "basica" nell'abbigliamento, nel senso che sta attenta a non indossare cose che fanno a pugni le une con le altre, come il marito di un'amica che -molto prima di diventare marito- una volta si era presentato con i pantaloni verde bottiglia, la polo verde pisello, il maglione verde acido, le carze verde oliva, perchè "è tutto verde e va sicuramente bene".
Cappuccetto Rosso ha questa smodata passione per le gonne e i vestitini, possibilmente rosa o viola, da mettere in qualsiasi modo, tipo abbinati alle scarpe da ginnastica Nike o ai doposci.
Biancaneve cerca di spiegarle che non basta che una maglietta sia rosa per stare bene su qulsiasi cosa, che per andare a giocare al parco vanno bene le Nike e per andare in piscina ci vogliono le ciabattine di gomma, e che magari è meglio non mettere troppo colori insieme.
Ieri pomeriggio si faceva una passeggiata e Cappuccetto Rosso attirava l'attenzione della mamma sulle scarpe sue e dei suoi fratelli:
"Guarda mamma! Io sono in tinta perchè i miei sandali sono fucsia come la maglietta e Pollicina è in tinta ha sandaletti gialli come la vestina!"
"E il Piccolo Orco? "
"Lui ha i sandali blu e la maglietta blu. Quindi anche lui è intinto!!!"
lunedì 24 giugno 2013
La vita propria delle bambole
La scorsa settimana è stato il terzo compleanno di Pollicina, e viste le sue richieste mamma e papà le hanno regalato una bambola a forma di Rapunzel, non troppo grande e non troppo piccola, adatta alle sue braccia e alle sue manine, dotata di lunghissimi capelli biondi, un vestito lilla, una spazzola e un paio di scarpette fucsia.
L'ha adottata: la pettina, le mette e toglie le scarpe, la coccola, la sgrida, la porta a spasso nel suo passeggino, regalo dei nonni, la porta nel letto arrotolandosi con i suoi capelli tanto che dopo due giorni parevano una massa enorme di stoppa.
Naturalmente la povera Rapunzel si è fatta anche qualche giro all'asilo stretta stretta tra le braccia di Pollicina.
Venerdì mattina Biancaneve era più trafelata del solito tra sacche, sacchette, zaini del Grest eccetera e non si era resa conto che anche quel giorno Pollicina aveva con sè la sua bambola prediletta.
All'asilo nido si è accorta della presenza di Rapunzel:
"Pollicina, ma hai portato Rapunzel anche oggi? Non avevamo detto di lasciarla a casa oggi?"
"Sì mamma, avevamo detto di lasciarla a casa, ma non sono stata io a portarla, è Rapungel che mi ha rincorso perchè voleva venire con me all'asilo"
"Ah".
In effetti questo Biancaneve non poteva certo sospettarlo...
L'ha adottata: la pettina, le mette e toglie le scarpe, la coccola, la sgrida, la porta a spasso nel suo passeggino, regalo dei nonni, la porta nel letto arrotolandosi con i suoi capelli tanto che dopo due giorni parevano una massa enorme di stoppa.
Naturalmente la povera Rapunzel si è fatta anche qualche giro all'asilo stretta stretta tra le braccia di Pollicina.
Venerdì mattina Biancaneve era più trafelata del solito tra sacche, sacchette, zaini del Grest eccetera e non si era resa conto che anche quel giorno Pollicina aveva con sè la sua bambola prediletta.
All'asilo nido si è accorta della presenza di Rapunzel:
"Pollicina, ma hai portato Rapunzel anche oggi? Non avevamo detto di lasciarla a casa oggi?"
"Sì mamma, avevamo detto di lasciarla a casa, ma non sono stata io a portarla, è Rapungel che mi ha rincorso perchè voleva venire con me all'asilo"
"Ah".
In effetti questo Biancaneve non poteva certo sospettarlo...
mercoledì 12 giugno 2013
Necessità primarie
Lunedì pomeriggio il Piccolo Orco era dai nonni e Cappuccetto Rosso a giocare da un'amichetta, così Biancaneve ha chiesto a Pollicina se volesse andare a comprare dei sandaletti una volta uscita dall'asilo.
"Sì mamma, voglio andare"
In macchina anche Pollicina è una chiacchierona, proprio come suo fratello (anzi, lei è chiacchierona sempre).
"Ti ricordi, Pollicina, che tra qualche giorno sarà il tuo compleanno? Che regalo ti piacerebbe ricevere, ci hai pensato?"
"Mmmmmhhh. Mi piacerebbe una principessa: un libro nuovo che parla di principesse oppure una bambola a forma di principessa"
"Ho capito. Allora in questi giorni cercheremo queste principesse. Adesso andiamo a comperare i sandaletti, perché fa caldo e nelle scarpe da ginnastica ti sudano i piedini"
"Sì, ecco, vorrei dei sandaletti blu, va bene mamma?"
"Ma certo! Il blu è un bellissimo colore per dei sandaletti, allora quando saremo nel negozio li chiederemo alla signora. Mi raccomando, quando saremo nel negozio dovrai fare la brava, comportarti bene e soprattutto non scappare"
"Va bene, farò la brava"
Biancaneve e Pollicina sono scese dall'auto e sono entrate nel negozio di scarpe per bambini.
"Buongiorno" ci ha accolto la commessa, una signora gentilissima e molto paziente.
"Buongiorno! Dici tu, Pollicina, alla signora di che cosa abbiamo bisogno?"
La piccola Pollicina, oramai quasi treenne, alzando lo sguardo impavida ha esclamato: "Abbiamo bisogno di una principessa a forma di bambola!"
Sì, ecco, va bene le scarpe, ma le principesse...
"Sì mamma, voglio andare"
In macchina anche Pollicina è una chiacchierona, proprio come suo fratello (anzi, lei è chiacchierona sempre).
"Ti ricordi, Pollicina, che tra qualche giorno sarà il tuo compleanno? Che regalo ti piacerebbe ricevere, ci hai pensato?"
"Mmmmmhhh. Mi piacerebbe una principessa: un libro nuovo che parla di principesse oppure una bambola a forma di principessa"
"Ho capito. Allora in questi giorni cercheremo queste principesse. Adesso andiamo a comperare i sandaletti, perché fa caldo e nelle scarpe da ginnastica ti sudano i piedini"
"Sì, ecco, vorrei dei sandaletti blu, va bene mamma?"
"Ma certo! Il blu è un bellissimo colore per dei sandaletti, allora quando saremo nel negozio li chiederemo alla signora. Mi raccomando, quando saremo nel negozio dovrai fare la brava, comportarti bene e soprattutto non scappare"
"Va bene, farò la brava"
Biancaneve e Pollicina sono scese dall'auto e sono entrate nel negozio di scarpe per bambini.
"Buongiorno" ci ha accolto la commessa, una signora gentilissima e molto paziente.
"Buongiorno! Dici tu, Pollicina, alla signora di che cosa abbiamo bisogno?"
La piccola Pollicina, oramai quasi treenne, alzando lo sguardo impavida ha esclamato: "Abbiamo bisogno di una principessa a forma di bambola!"
Sì, ecco, va bene le scarpe, ma le principesse...
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