Oggi era la festa del papà.
L'Orco è andato a prendere a scuola il Piccolo Orco e ad accompagnarlo alla sua seduta settimanale di pratica psicomotoria mentre Biancaneve è andata all'asilo a prendere le bambine, le quali si sono presentate ognuna con un bel lavoretto per il papà.
In auto si parlava dell'amore per il papà.
"Io amo moltissimo il papà, oggi che è la sua festa" comincia Pollicina.
"Anch'io lo amo moltissimo, anche quando non è la sua festa" ribatte Cappuccetto Rosso.
"Io, mamma, lo amo moltissimo oggi, lo amavo moltissimo ieri e lo amo moltissimo anche domani. Lo amo moltissimo sempre. Tu diglielo, che anche quando lui mi sgrida, io lo amo moltissimo sempre"
mercoledì 19 marzo 2014
martedì 18 marzo 2014
Un neologismo molto affettuoso
La scorsa settimana Biancaneve ha portato le bimbe a tagliare i capelli: Cappuccetto Rosso è tornata a casa con una specie di caschetto riccioletto molto simpatico e Pollicina con una bella testina corta corta, che a lei piaceva, ma qualcuno le ha detto che sembra un maschio e da allora va all'asilo con una collanina di legno, "così tutti capiscono che sono una femmina".
"Mamma, ti tagli i capelli anche tu?" diceva nei giorni scorsi a Biancaneve.
Biancaneve stamattina è stata dalla parrucchiera Patrizia, che le ha regalato un taglio di capelli nuovo di zecca (beh, non proprio regalato...).
Un bel taglio primaverile, corto e un po' sbarazzino, allegro, per togliersi dalla testa l'inverno.
Stasera, tornando a casa dopo il lavoro è stata accolta da una Pollicina festosissima, salterina e sorridente, forse perchè con i suoi capelli corti aveva bisogno di solidarietà:
"Mamma- le ha detto- con questi capelli nuovi sei stuposa!!!"
"Come sono?"
"Stuposa! Un po' stupenda e un po' meravigliosa!"
sabato 8 marzo 2014
Un desiderio di Cappuccetto Rosso
Cappuccetto Rosso ha una fissa per il suo compleanno, per la festa che vuole fare, dove vuole farla, chi vuole invitare eccetera.
E' una cosa che occupa tanto dei suoi pensieri, anche se il suo compleanno è in agosto.
Stamattina infilandosi la felpa mi ha detto: "Mamma? Hai telefonato al Papa per invitarlo alla mia festa?"
Biancaneve ha fatto la faccia da punto interrogativo.
"Come? "
"Sì, non ti ricordi mamma che te l'avevo detto ieri? Gli hai telefonato?"
"No"- pensa Biancaneve.
Ma considerando quanto questo Papa sia particolare ed affettuoso, forse avrebbe anche potuto farlo.
E' una cosa che occupa tanto dei suoi pensieri, anche se il suo compleanno è in agosto.
Stamattina infilandosi la felpa mi ha detto: "Mamma? Hai telefonato al Papa per invitarlo alla mia festa?"
Biancaneve ha fatto la faccia da punto interrogativo.
"Come? "
"Sì, non ti ricordi mamma che te l'avevo detto ieri? Gli hai telefonato?"
"No"- pensa Biancaneve.
Ma considerando quanto questo Papa sia particolare ed affettuoso, forse avrebbe anche potuto farlo.
venerdì 28 febbraio 2014
Preadolescenza
Cappuccetto Rosso in questi ultimi giorni sta facendo impazzire tutti, mamma e papà, nonni, maestre, tutti quanti.
Perchè, non è dato sapere.
E' agitata, risponde male, piange per qualsiasi cosa.
Davvero, per cose veramente improbabili, tipo che vuole indossare il vestito di Carnevale per andare a letto, non le piace più il cappotto che ha messo tutti i giorni quest'inverno, vuole portare un DVD all'asilo, vuole uscire con l'ombrello quando non piove e via discorrendo.
Ieri sera, a tavola, si è arrabbiata perchè non c'era quello che lei avrebbe desiderato per cena.
"Io vado via"- ha detto ad un certo punto. "Domani mattina invece di andare all'asilo, prendo il mio zaino e il mio giubbino e vado fuori dal cancello"
"E dove vorresti andare tutta sola per la strada?"
"Voglio andare a casa della Sara, dai genitori della Sara, così..."
"Così?"
"Così...beh, non ho ancora proprio deciso. Domani mattina te lo dico se vado via o no."
Biancaneve pensava che l'adolescenza iniziasse a 12-13 anni.
Forse un po' si sbagliava.
Perchè, non è dato sapere.
E' agitata, risponde male, piange per qualsiasi cosa.
Davvero, per cose veramente improbabili, tipo che vuole indossare il vestito di Carnevale per andare a letto, non le piace più il cappotto che ha messo tutti i giorni quest'inverno, vuole portare un DVD all'asilo, vuole uscire con l'ombrello quando non piove e via discorrendo.
Ieri sera, a tavola, si è arrabbiata perchè non c'era quello che lei avrebbe desiderato per cena.
"Io vado via"- ha detto ad un certo punto. "Domani mattina invece di andare all'asilo, prendo il mio zaino e il mio giubbino e vado fuori dal cancello"
"E dove vorresti andare tutta sola per la strada?"
"Voglio andare a casa della Sara, dai genitori della Sara, così..."
"Così?"
"Così...beh, non ho ancora proprio deciso. Domani mattina te lo dico se vado via o no."
Biancaneve pensava che l'adolescenza iniziasse a 12-13 anni.
Forse un po' si sbagliava.
giovedì 30 gennaio 2014
Forse è meglio
E' da qualche settimana che il Piccolo Orco è assalito da brutti pensieri, fa molta fatica ad addormentarsi, vuole la ninna nanna, le coccole, ogni scusa è buona per non addormentarsi.
Biancaneve non si spiega questi pensieri negativi, forse è solo una fase e come è venuta passerà, certo che è un peccato che lui non viva serenamente i suoi sette anni.
Due giorni fa è morto il padre di una delle sue maestre, che è assente da alcuni giorni.
"Mamma, anche oggi la maestra Anna era assente"
"Eh sì, ho saputo che è morto il suo papà, è per quello che manca da scuola"
"Davvero? Allora è per quello, non può mica venire a scuola con gli occhi tutti rossi per il tanto piangere, poverina"
"Magari insieme alla maestra Chiara potreste scriverle un biglietto, cosa ne dici?"
"Sì, ho già un'idea su cosa possiamo scrivere: "Cara maestra Anna, capiamo i tuoi sentimenti, ma purtroppo capiterà a tutti..."
"Beh, certo che capiterà a tutti, ma forse in questo momento sarebbe meglio scriverle qualcos'altro, che le siete vicini, che la abbracciate, non credi?"
"Sì, forse è meglio non ricordarglielo che dobbiamo morire tutti"
Sì, ecco, forse è meglio.
Biancaneve non si spiega questi pensieri negativi, forse è solo una fase e come è venuta passerà, certo che è un peccato che lui non viva serenamente i suoi sette anni.
Due giorni fa è morto il padre di una delle sue maestre, che è assente da alcuni giorni.
"Mamma, anche oggi la maestra Anna era assente"
"Eh sì, ho saputo che è morto il suo papà, è per quello che manca da scuola"
"Davvero? Allora è per quello, non può mica venire a scuola con gli occhi tutti rossi per il tanto piangere, poverina"
"Magari insieme alla maestra Chiara potreste scriverle un biglietto, cosa ne dici?"
"Sì, ho già un'idea su cosa possiamo scrivere: "Cara maestra Anna, capiamo i tuoi sentimenti, ma purtroppo capiterà a tutti..."
"Beh, certo che capiterà a tutti, ma forse in questo momento sarebbe meglio scriverle qualcos'altro, che le siete vicini, che la abbracciate, non credi?"
"Sì, forse è meglio non ricordarglielo che dobbiamo morire tutti"
Sì, ecco, forse è meglio.
mercoledì 15 gennaio 2014
Pensieri da Piccolo Orco
Da quando aveva sei mesi circa, il Piccolo Orco di notte dorme come un sasso, a parte eventi febbrili o malattie varie.
Adesso che è diventato un grande lettore, alla sera va a letto, legge un po', poi quando ha sonno spegne la luce e si addormenta.
Da un paio di settimane invece fa fatica a prendere sonno, si sveglia durante la notte piangendo.
"Cosa succede Piccolo Orco?"
"Ho fatto un brutto sogno. Ho sognato che mi sparavano con una pistola e che morivo"
"Oh mamma che brutto sogno. Per caso vorresti venire nel lettone?"
"Sì"
Il Piccolo Orco ha dormito nel lettone forse cinque volte in sette anni, ma quella notte proprio non era tranquillo, e si è girato e rigirato dalle quattro e mezza fino al mattino senza più riaddormentarsi.
Qualche giorno dopo si è svegliato verso le undici di sera, sempre piangendo.
"Mamma, ho sognato ancora di morire, stavolta stavo annegando in un fiume".
E via con le coccole a profusione finchè non si è riaddormentato, stavolta nel suo letto.
La sera successiva mentre lavava i denti insieme alla mamma, ha affrontato questo discorso:
"Mamma. "
"Dimmi"
"Volevo dirti una cosa. A me questa cosa che tutti devono morire, non va proprio giù. Che il corpo ad un certo punto smette di respirare e diventa polvere, non mi piace neanche un po'. Io voglio restare sempre bambino e voglio che tu rimanga sempre come sei adesso"
A Biancaneve è mancato il respiro.
Perchè lo sa bene che è la natura, che la vita è fatta così e che quello della morte è un passaggio obbligato, ma alla fine, questa cosa non va giù neanche a lei.
Adesso che è diventato un grande lettore, alla sera va a letto, legge un po', poi quando ha sonno spegne la luce e si addormenta.
Da un paio di settimane invece fa fatica a prendere sonno, si sveglia durante la notte piangendo.
"Cosa succede Piccolo Orco?"
"Ho fatto un brutto sogno. Ho sognato che mi sparavano con una pistola e che morivo"
"Oh mamma che brutto sogno. Per caso vorresti venire nel lettone?"
"Sì"
Il Piccolo Orco ha dormito nel lettone forse cinque volte in sette anni, ma quella notte proprio non era tranquillo, e si è girato e rigirato dalle quattro e mezza fino al mattino senza più riaddormentarsi.
Qualche giorno dopo si è svegliato verso le undici di sera, sempre piangendo.
"Mamma, ho sognato ancora di morire, stavolta stavo annegando in un fiume".
E via con le coccole a profusione finchè non si è riaddormentato, stavolta nel suo letto.
La sera successiva mentre lavava i denti insieme alla mamma, ha affrontato questo discorso:
"Mamma. "
"Dimmi"
"Volevo dirti una cosa. A me questa cosa che tutti devono morire, non va proprio giù. Che il corpo ad un certo punto smette di respirare e diventa polvere, non mi piace neanche un po'. Io voglio restare sempre bambino e voglio che tu rimanga sempre come sei adesso"
A Biancaneve è mancato il respiro.
Perchè lo sa bene che è la natura, che la vita è fatta così e che quello della morte è un passaggio obbligato, ma alla fine, questa cosa non va giù neanche a lei.
giovedì 5 dicembre 2013
Il laboratorio teatrale
Cappuccetto Rosso e Pollicina all'asilo partecipano ad un laboratorio di teatro che si tiene il martedì pomeriggio.
Al laboratorio partecipano bambini delle diverse classi, per cui le due bimbe, abitualmente in due classi diverse, si ritrovano insieme per fare teatro.
A Cappuccetto Rosso piace molto, si diverte, ci sono anche alcune delle sue amichette e poi lei è una che si spende per svolgere delle attività particolari e per la vita comunitaria in generale.
Invece a Pollicina non piace, tanto che la maestra di teatro si è sentita in dovere di avvisare la maestra del pomeriggio che, insomma, Pollicina si oppone con tutte le sue forze allo svolgimento del laboratorio.
La maestra del pomeriggio la conosce fin dall'asilo nido ed era un po' imbarazzata nel riportare all'Orco questa lamentela, di solito Pollicina è una bambina attiva, che partecipa alle attività con entusiasmo e si diverte sempre.
Così, tornando a casa l'Orco ha chiesto alle bambine come fosse andato il laboratorio di teatro.
"Bene!" ha risposto tutta contenta la secondogenita.
Silenzio da parte della piccola.
"E tu Pollicina cosa ne pensi? Ti piace fare teatro?"
"No proprio! Non mi piace neanche un po'! Mi stufo"
"Ah. E cosa fai mentre gli altri giocano con la maestra?"
"Niente. Sto ferma seduta per terra e non mi muovo neanche un pochino. Io e anche Arturobianchi".
( Arturobianchi tutto attaccato, proprio come dice lei).
Alla sera, dopo cena, anche Biancaneve le ha chiesto del teatro, facendo le coccole sedute in corridoio: "Pollicina, mi hanno detto che non ti piace teatro. Davvero, non ti diverti? Non sei brava a teatro?"
"No, mamma, a teatro non sono brava per niente. Però, vuoi sapere una cosa?"
"Certo. Dimmi."
"Io non sono una bambina molto brava, però..."
"Però?"
"Però sono una bambina molto speciale!!!"
Senza dubbio!
Al laboratorio partecipano bambini delle diverse classi, per cui le due bimbe, abitualmente in due classi diverse, si ritrovano insieme per fare teatro.
A Cappuccetto Rosso piace molto, si diverte, ci sono anche alcune delle sue amichette e poi lei è una che si spende per svolgere delle attività particolari e per la vita comunitaria in generale.
Invece a Pollicina non piace, tanto che la maestra di teatro si è sentita in dovere di avvisare la maestra del pomeriggio che, insomma, Pollicina si oppone con tutte le sue forze allo svolgimento del laboratorio.
La maestra del pomeriggio la conosce fin dall'asilo nido ed era un po' imbarazzata nel riportare all'Orco questa lamentela, di solito Pollicina è una bambina attiva, che partecipa alle attività con entusiasmo e si diverte sempre.
Così, tornando a casa l'Orco ha chiesto alle bambine come fosse andato il laboratorio di teatro.
"Bene!" ha risposto tutta contenta la secondogenita.
Silenzio da parte della piccola.
"E tu Pollicina cosa ne pensi? Ti piace fare teatro?"
"No proprio! Non mi piace neanche un po'! Mi stufo"
"Ah. E cosa fai mentre gli altri giocano con la maestra?"
"Niente. Sto ferma seduta per terra e non mi muovo neanche un pochino. Io e anche Arturobianchi".
( Arturobianchi tutto attaccato, proprio come dice lei).
Alla sera, dopo cena, anche Biancaneve le ha chiesto del teatro, facendo le coccole sedute in corridoio: "Pollicina, mi hanno detto che non ti piace teatro. Davvero, non ti diverti? Non sei brava a teatro?"
"No, mamma, a teatro non sono brava per niente. Però, vuoi sapere una cosa?"
"Certo. Dimmi."
"Io non sono una bambina molto brava, però..."
"Però?"
"Però sono una bambina molto speciale!!!"
Senza dubbio!
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